5 MOSSE PER VINCERE* LE ELEZIONI POLITICHE

5 MOSSE PER VINCERE* LE ELEZIONI POLITICHE
Categoria: Strategy
Pubblicato il 16-03-2021

(*valgono tutti i gesti apotropaici)

Premessa

La campagna elettorale è la madre di tutte le campagne pubblicitarie. Realizzare una campagna advertising che inviti all’azione per acquistare un prodotto o un servizio è un’operazione molto complessa ma, addirittura convincere qualcuno a scrivere il tuo cognome in una scheda elettorale è un’impresa all’apparenza impossibile.

“Campagna Elettorale” è il termine con cui si va ad indicare quel periodo di tempo in cui partiti, liste e candidati fanno propaganda politica per aumentare voti e consenso con l’obiettivo di vincere le elezioni. L’errore più grande che si possa fare (e che commette il 90% dei politici) è quello di sottovalutare il fattore tempo, ovvero iniziare a fare campagna elettorale solo pochi mesi prima del voto. Bisognerebbe fare campagna elettorale 365 giorni all’anno.

Di seguito vi mostriamo le cinque mosse fondamentali per strutturare una campagna elettorale vincente.

1) L’arte della guerra

La prima cosa da fare quando si vuole intraprendere quest’avventura è leggere un libro scritto 2600 anni fa: “L’arte della guerra” del generale e filosofo cinese Sun Tzu; pura illuminazione per impostare il piano d’azione della tua strategia in meno di 60 pagine.

Il fulcro della questione è definire una linea comunicativa, che in questo contesto diventa una vera è propria “Linea Politica” perché le campagne elettorali devono essere cariche di contenuti sostenibili e grafiche attrattive. Esordire con false promesse, aspettative ingannevoli o stravaganti concessioni non paga: sono stratagemmi già visti in passato e che hanno scottato tanti e tanti elettori con l’unico risultato di aver allontanato la gente comune dalla politica ed aver fatto perdere la fiducia in essa. Devi essere tanto realista quanto sincero e portare avanti con forza ed onestà le tue idee senza sotterfugi o manie di grandezza con il solo obiettivo di accaparrare voti.

I primi passi da fare riguardano soprattutto:

- ricercare il target elettorale;

- definire la squadra di lavoro;

- definire i mezzi pubblicitari;

- stabilire chi fa cosa;

- impostare il budget (N.B. Se vuoi vincere è fondamentale alzare l’asticella).

2) Pagina d'atterraggio o landing page

Avere a disposizione un punto dove convogliare tutti i tuoi elettori alla ricerca di informazioni su di te, sulle tue idee, sulle tue attività è indispensabile. Ecco perché è necessario avere un sito web sviluppato ad hoc dove gli elettori vengono aggiornati continuamente e ricevono contenuti freschi su cui dibattere.

Ad ogni sito che si rispetti dev’essere associata una newsletter: una persona che clicca sul link di un tuo articolo su Facebook arriva al tuo sito ma, se non hai predisposto un sistema di acquisizione contatti, dopo che avrà letto ciò che gli interessa se ne andrà e (difficilmente) potrai rimanere in contatto con lui. Questo perché non basta una semplice visita ad una pagina o un articolo sul tuo sito per fidelizzare un elettore, soprattutto se è la prima volta che sente parlare di te.

Attenzione! La tua landing page non è importante solo in campagna elettorale, ma lo è 365 giorni l’anno (la famosa campagna elettorale continua).

3) La pubblicità offline

Con il termite offline nella comunicazione moderna si intendono tutti quei mezzi pubblicitari cosiddetti tradizionali.

Molti candidati sono contrari quando si tratta di destinare i loro soldi per fare propaganda su carta (brochure,volantini, manifesti e poster bus). In parte hanno ragione (e questo vale anche per il web) perché i manifesti ed i volantini, che vengono usati tipicamente negli ultimi giorni della campagna elettorale, si trovano a competere col materiale di molti avversari. Scatta una vera e propria rincorsa per cercare di attirare l’attenzione dei cittadini esasperati dall’intasamento della cassetta delle lettere, cercando di emergere in mezzo ad una selva di manifesti più o meno uguali (grafica a parte).

Per noi l’offline è imprescindibile perché va a sollecitare la fascia elettorale dei “nostri nonni”, i quali molto spesso non sono abili nell’utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione.

Quello che ci preme ricordare è l’importanza di sfruttare i periodi di “calma”, cioè in quasi assenza di concorrenza, per veicolare il tuo messaggio. Ecco che, arrivati ai giorni prima del voto, gli elettori avranno in testa quel messaggio e la propaganda degli avversari avrà un effetto ridotto.

4) Sfida a colpi di commenti sui Social ma…

I Social Media sono solo un mezzo, uno strumento, quindi se alla base non c’è niente, la loro potenza immane non sarà sufficiente a portare dei risultati. Questo non è quello che ti serve. Se invece la tua campagna politica poggia su solide fondamenta l’uso di Facebook, Instagram e dei social in generale non potrà che esserti utile. Anzi, farà la differenza per comunicare il tuo messaggio in un “mercato” (quello politico) dove i tuoi avversari sembreranno agli occhi dei cittadini tutti uguali.

Ricordati che non prevedere una cospicua somma di denaro da utilizzare nelle sponsorizzazioni è come avere una Lamborghini Huracán senza benzina. Inoltre, le sponsorizzazioni vanno fatte da professionisti che individuino esattamente l'area residenziale del tuo potenziale elettorato perché non geo-localizzare i contenuti non serve e fa solo sprecare budget.

I social media (Facebook soprattutto) sono, sempre più spesso, la valvola di sfogo per numerosi utenti che, su di essi, riversano frustrazioni e malesseri personali. Non cadere nella trappola di questi soggetti (a volte profili fake di arrembanti spin doctor dei tuoi avversari) ed evita di rispondere a tutti i costi a critiche, insulti o diffamazioni.

5) L’abito fa il monaco!

Colletti perfettamente stirati, cravatte dal nodo perfetto sotto una giacca perfettamente in tinta e gemelli che escono dal polsino, magari con un orologio di lusso in bella vista? Eh no, caro candidato, mi spiace ma questo approccio visuale non funziona più!

L’elettore vuole vederti come un amico al quale potersi approcciare con semplicità ma con le capacità di chi è sempre pronto ad adoperarsi e rimboccarsi le maniche per risolvere problemi o ascoltare rimostranze. (N.B. anche in questo caso è importante comunicare in modo efficace ma originale: le immagini di candidati che, sui manifesti, si rimboccano le maniche con discutibili pose plastiche hanno un po’ stancato e rasentano, a volte, il buffo).

Un jeans o un pantalone casual con una semplice camicia, un viso sorridente ma senza esagerazioni, possono mostrare all’elettore che sei una persona normale, spontanea, affidabile.

Altro consiglio: ok "trucco e parrucco" prima dello shooting fotografico ma ricorda che sei un candidato alle elezioni, non ad un concorso di bellezza.

La campagna elettorale permanente non è un’accozzaglia di slogan o l’uso banale di strumenti da parte del primo che capita, ma è una scienza e come tale segue modelli e formule messe a punto con rigore. Sta a te decidere se affidarti a chi ha trovato la formula giusta per una campagna di successo.

Buona Fortuna!

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