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Abbiamo realizzato più di 500 loghi. Per l’esattezza, 531

Abbiamo realizzato più di 500 loghi. Per l’esattezza, 531

Abbiamo realizzato più di 500 loghi. Per l’esattezza, 531. Detto così sembra soprattutto un numero. In realtà, dietro ogni logo c’è una storia diversa: un’azienda appena nata, un’attività che cambia direzione, un marchio storico che vuole rinnovarsi senza perdere se stesso. E soprattutto c’è una domanda che torna ogni volta: come si sintetizza un’identità in pochi segni?

Un logo non nasce cominciando a disegnare

La tentazione sarebbe aprire un programma di grafica e mettersi subito a provare font, colori e simboli. Ma un buon logo, prima di essere disegnato, va capito. Chi è l’azienda? A chi parla? Cosa deve comunicare? In quale contesto verrà utilizzato? Deve apparire su un’insegna, su un sito, su un prodotto, su un’app o magari su tutti questi supporti insieme? È qui che entra in gioco la parte meno visibile del lavoro: ascolto, ricerca, confronto e strategia. La grafica arriva dopo. E quando arriva, ha già una direzione.

Cosa ci hanno insegnato 531 loghi

Dopo tanti progetti, una cosa è abbastanza chiara: non esiste il logo perfetto in assoluto, ma quello giusto per una specifica identità, che può tradursi in un segno minimale, in un lettering costruito su misura oppure in una scelta cromatica più decisa, lasciando spazio alla semplicità quando è proprio quella a comunicare meglio. Le mode possono suggerire qualcosa, ma seguirle troppo da vicino rischia di far invecchiare presto un’identità. Un logo efficace deve invece riuscire a essere:

  1. riconoscibile anche in pochi secondi;
  2. leggibile nelle diverse dimensioni;
  3. coerente con il carattere del brand;
  4. abbastanza flessibile da funzionare nel tempo e sui diversi supporti. Il resto è equilibrio e, spesso, capacità di togliere invece che aggiungere.

Il logo è solo l’inizio dell’identità

Un logo da solo non può raccontare tutto, perché è il punto di partenza di un sistema più ampio fatto di colori, tipografia, immagini, tono visivo e regole che permettono al brand di presentarsi in modo coerente e riconoscibile. Per questo la progettazione di un logo non dovrebbe fermarsi alla domanda “è bello?”, ma dovrebbe soprattutto chiedersi se funziona davvero per chi deve usarlo e per chi deve riconoscerlo. In oltre 25 anni abbiamo visto cambiare strumenti, estetiche e tecnologie, ma il principio è rimasto sorprendentemente stabile: prima si comprende l’identità e poi le si dà una forma. Il logo numero 531 non ci ha fatto sentire arrivati, ci ha semplicemente ricordato che ogni nuovo progetto ricomincia, in qualche modo, da zero e probabilmente è proprio questo il bello. State pensando a un nuovo logo o a ripensare quello esistente? Partire dalle domande giuste è già un buon primo passo.

FAQ

Come si crea un logo efficace? Un logo efficace nasce dalla comprensione dell’identità del brand, del pubblico e dei contesti in cui verrà utilizzato. Solo dopo questa fase si passa a forme, colori e tipografia.

Quanto deve essere semplice un logo? Non esiste una regola assoluta, ma un logo dovrebbe restare riconoscibile e leggibile anche quando viene ridotto o utilizzato in contesti diversi.

Quando è il momento di rifare un logo? Può essere utile ripensarlo quando non rappresenta più l’azienda, presenta problemi di leggibilità o non funziona bene sui nuovi strumenti e canali di comunicazione.

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